Lo Sport: un diritto per i bambini.

Tra tutti i principi fondamentali che il nostro ordinamento riconosce allo sviluppo e alla tutela dell'integrità psico fisica del minore, esiste anche il "diritto allo sport"?

Mai come in questo periodo di emergenza sanitaria "Covid-19" abbiamo avuto modo di comprendere l'importanza per i bambini di poter svolgere attività ludico- sportive liberamente, nonchè quanto le stesse incidano sullo sviluppo della personalità e del loro benessere psico fisico.

Lo sport, infatti, rappresenta da sempre un'esperienza fondamentale nella vita dei bambini costituendo uno strumento utile alla loro crescita sia motoria che psicologica.

Eppure, la nostra Costituzione a differenza di quanto sancito in molte altre Carte fondamentali non contiene, nel suo testo originario, alcun riferimento esplicito al "diritto di fare sport", seppure molti diritti della persona costituzionalmente tutelati, quali quello alla salute e al mantenimento della propria integrità, costituiscano prerogative fondamentali del mondo sportivo.

La Carta europea dello Sport, approvata a Rodi nel 1992, definisce, infatti, lo sport come «qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l'espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l'ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli»

Solo con la Convenzione sui diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, ratificata dall'Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176, si comincia a riconoscere l'attività ludica- sportiva come un diritto per i minori.

L'art. 31 della Convenzione, infatti, sancisce che "Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistiche".

Si stabilisce, quindi, che i bambini hanno il diritto di praticare un'attività di tipo sportivo e che i genitori hanno il dovere di dare loro la possibilità di sperimentare più discipline al fine di trovare quella che più li appassiona.

Tale dovere genitoriale viene richiamato implicitamente anche nel Codice civile all'art. 315 bis che nell'elencare i diritti e doveri del figlio enuncia il "diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni."

A confermare in modo esplicito che lo sport rappresenta un vero e proprio diritto per i bambini è la Carta dei diritti dei bambini nello sport, redatta dall'UNESCO, nel 1992, con lo scopo di indicare, per punti, i diritti basilari riconosciuti ai minori all'interno dell'ambiente sportivo:

  • Diritto di fare dello sport
  • Diritto di divertirsi e di giocare
  • Diritto di beneficiare di un ambiente sano
  • Diritto di essere trattato con dignità
  • Diritto di essere accompagnato e allenato da persone competenti
  • Diritto di misurarsi con giovani di pari forza
  • Diritto di partecipare a competizioni adatte
  • Diritto di praticare il proprio sport nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.
  • Diritto di disporre del sufficiente tempo di riposo
  • Diritto di non essere un campione


Va da sé che tutti i diritti elencati presuppongono altrettanti doveri da parte degli adulti, non solo dei genitori, come abbiamo detto, ma anche degli stessi istruttori sportivi che hanno il compito di creare un ambiente sano ed educativo dove il minore possa, prima di tutto, divertirsi ed esprimersi liberamente.