Protocollo “liberi di scegliere”: arriva la proposta di legge alla camera

26.11.2025

A cura di Dott.ssa Giulia Trivellone

Il 18 novembre 2025 è stata depositata alla Camera dei deputati la proposta di legge bipartisan che si ispira al protocollo "Liberi di Scegliere", firmata dalla deputata Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia, e dalla senatrice Enza Rando, che presiede il comitato dell'Antimafia dedicato ai minori.

Il progetto Liberi di Scegliere nasce nel 2012 da un'idea di Roberto Di Bella, allora presidente del Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria (e ora alla guida degli uffici di Catania), per dare un'alternativa ai minori provenienti da famiglie mafiose. Il progetto, inizialmente rivolto ai minori nati e cresciuti in famiglie mafiose e poi esteso anche alle loro madri, viene siglato in data 1 Luglio 2017 all'interno di un Protocollo governativo fino a ricevere consacrazione nell'art. 7 del decreto legge 15 settembre 2023 n. 123 nell'ambito della risoluzione del Consiglio Superiore della Magistratura "La tutela dei minori nell'ambito del contrasto alla criminalità organizzata".

Ad oggi la svolta arriva con il disegno di legge bipartisan che aspira a rendere obbligatorio in tutti gli uffici giudiziari del Paese il sistema di protezione di questi bambini e adolescenti. L'obiettivo è togliere dall'ambiente mafioso i giovani sotto i 18 anni, oppure quelli sotto i 25 anni di età (che erano stati destinatari da minorenni delle misure previste dal progetto di legge) e anche i genitori di minorenni o i soggetti che ne hanno la responsabilità genitoriale e "abbiano manifestato la volontà di allontanarsi, unitamente al minorenne, dal contesto di criminalità organizzata".

La proposta di legge si compone di dodici articoli che, prendendo spunto dai provvedimenti giudiziari adottati dal Tribunale dei minorenni di Reggio Calabria, consentirebbe di colmare un vuoto normativo prevedendo la decadenza o limitazione della responsabilità genitoriale con l'affido del minore ai servizi sociali, in comunità o in famiglie residenti in altre regioni nonché tutelando anche le mogli dei mafiosi che si sono dissociate, con l'opportunità di dare loro nuove identità. Inoltre si rivolge anche ai cosiddetti "giovani adulti", ossia i maggiorenni minori di 25 anni, destinatari da minorenni delle misure previste dalla proposta di legge, sostenendoli affinchè non ritrattino la loro scelta.

Nello specifico, l'adozione delle misure spetterà al Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie competente per territorio, su proposta del procuratore. 

Se indicato dall'autorità giudiziaria, tra le misure previste ci sono anche "il trasferimento immediato in luoghi protetti", "l'adozione di misure urgenti di vigilanza e protezione" o "l'eventuale utilizzazione di documenti di copertura". Possibile anche prevedere interventi per "il supporto pedagogico e psicologico", per "l'accesso all'istruzione obbligatoria per i destinatari delle misure che non abbiano ancora assolto l'obbligo scolastico" e per "favorire il reinserimento sociale e l'integrazione del minore e del familiare di riferimento nella nuova realtà sociale".

Allo stato, più di duecento minori e circa trentaquattro donne sono entrati nel progetto "Liberi di Scegliere", ma molte altre sono in valutazione. 

Sette donne sono diventate testimoni di giustizia e una collaboratrice di giustizia, trovando il coraggio di fare scelte importanti grazie al sostegno e all'incoraggiamento fornito dalla rete di supporto. 

Con questa proposta si consente di dare ancora più forza allo Stato per proteggere concretamente i figli e le madri provenienti da contesti mafiosi e dare loro non solo la possibilità di una vita nuova, ma, soprattutto, l'opportunità di scegliere.