Bici legata al palo? Per il Consiglio di Stato è legittima la multa al ciclista
C.dS, Sez. V, 17 settembre 2025, n. 7353
"È legittimo il regolamento comunale che vieta l'ancoraggio di biciclette e motocicli a elementi dell'arredo urbano non destinati alla sosta, in quanto espressione del potere dell'ente locale di disciplinare l'uso dello spazio pubblico a tutela del decoro e della vivibilità urbana; tale disciplina non attiene alla circolazione stradale, ma integra misura amministrativa locale".
A cura della dott.ssa Carlotta Braghin
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 7353/2025, ha confermato la legittimità del regolamento di polizia urbana del Comune di Cagliari che vieta, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, di ancorare biciclette, moto e scooter a infrastrutture non destinate alla sosta, come pali, ringhiere e alberi. La misura è finalizzata a tutelare la vivibilità e il decoro urbano.
La violazione del divieto comporta sanzioni comprese tra 75 e 500 euro, che possono salire fino a 800 euro nei casi in cui il veicolo ostacoli la fruizione dello spazio pubblico.
Secondo i giudici amministrativi, il decoro e la "qualità visiva" dello spazio urbano prevalgono, legittimando i Comuni a vietare l'utilizzo degli elementi di arredo urbano come punti di ancoraggio. Un accumulo disordinato di biciclette, anche in assenza di intralcio alla circolazione, è infatti ritenuto idoneo a compromettere l'immagine e la funzionalità degli spazi pubblici.
Il Consiglio di Stato ha inoltre chiarito che si tratta di una disciplina di natura amministrativa locale, relativa alla gestione e alla pulizia degli spazi pubblici, e non di una norma sulla circolazione stradale, materia riservata allo Stato.
Resta tuttavia aperta la questione pratica: chi utilizza quotidianamente la bicicletta nelle città sa bene che le rastrelliere sono spesso insufficienti, mal posizionate o in condizioni inadeguate. In assenza di alternative sicure, molti ciclisti scelgono di legare il proprio mezzo a un supporto solido per evitare furti o danneggiamenti. Una scelta che, più che un gesto di incuria verso il decoro urbano, appare come una forma di tutela del proprio patrimonio.
