
I Digital Twins: applicazioni e implicazioni, con specifico riguardo al diritto penale.
A cura di Dott.ssa Federica Lusito
L'elaborato approfondisce il tema dei Digital Twins, evidenziandone i principali punti di forza, quali la capacità predittiva, l'elaborazione veloce di dati e le applicazioni in diversi settori, in particolare quelli giuridici e di compliance. Al contempo, ne analizza le criticità, quali bias cognitivi, opacità algoritmica, interrogativi su affidabilità e responsabilità. Infine, alla luce del quadro normativo vigente, emerge la necessità di ripensare le categorie tradizionali del diritto, specialmente in ambito penale.
1. La costruzione del modello dei digital twins.
I gemelli digitali (o digital twins) sono modelli virtuali che, tramite la continua raccolta di dati in tempo reale, replicano una entità fisica, con la previsione di suoi possibili comportamenti e il suo sviluppo[1]. Si può affermare che la transizione digitale, con il paradigma dei digital twins, abbia portato alla creazione di gemelli di mondi[2].
L'affermazione dei digital twins rappresenta l'evoluzione della smaterializzazione dell'identità fisica fino alla figura del corpo elettronico[3]: con l'incessante crescita delle nuove tecnologie, si è assistito ad una frammentazione dell'identità in una molteplicità di "banche dati" che ha portato l'individuo in una dimensione virtuale.
L'erosione dell'identità fisica e la sua smaterializzazione in identità digitale ha imposto l'adozione di particolari cautele che trovano il proprio fondamento, in primis, nel dettato costituzionale di cui agli artt. 2 e 22 Cost.. Il Regolamento UE 2016/679 (GDPR), inoltre, ha apprestato tutela alla protezione dei dati personali, sempre più a rischio nella smaterializzazione dell'identità fisica.
Nel 2015, inoltre, la Dichiarazione dei diritti di Internet, all'art. 9, enuncia espressamente che ogni persona ha diritto alla rappresentazione integrale e aggiornata delle proprie identità in Rete (comma 1) e l'attribuzione e la gestione dell'Identità digitale da parte delle Istituzioni Pubbliche devono essere accompagnate da adeguate garanzie, in particolare di sicurezza (comma 5).
L'avvento dell'Intelligenza Artificiale, specie quella generativa, ha portato all'adozione dell'AI Act nel 2024, nell'ottica di categorizzare i sistemi informatici di IA e regolarne funzionamento e limiti sulla base di classi di rischio.
L'era dell'Intelligenza Artificiale richiede di ripensare le categorie tradizionali, non solo giuridiche, ma quotidiane: la stessa identità arriva ad un elevato grado di dissoluzione con la possibilità di riprodurla, in formato video e audio, attraverso sistemi di intelligenza artificiale[4].
È proprio con l'uso di sistemi di IA che si crea un "gemello digitale", trasferendogli dati – biometrici e comportamentali – di una entità fisica reale. Il risultato è un digital twin utilizzabile per lo studio di comportamenti futuri o per finalità di ricerca, comunicazione, monitoraggio, costruzione di possibili scenari.
2. Il funzionamento del modello: i dati sintetici.
Il motore dei digital twins è costituito dalla produzione di dati sintetici. I dati sintetici sono dati artificiali che emulano le caratteristiche di dati reali con tecniche di deep learning e calcolo computazionale, per cui il soggetto che li analizza può trarre le medesime conclusioni rispetto allo studio dei dati originari[5]. I dati sintetici, dunque, pur di derivazione artificiale, mantengono le proprietà dei dati originali su cui si basano.
3. L'applicazione dei digital twins in ambito giuridico e non solo.
Il modello dei digital twins rappresenta uno strumento di particolare utilità che trova spazio in molteplici ambiti di sviluppo, da quello sanitario a quello economico, fino all'applicazione giuridica, specialmente nella prevenzione del rischio penale.
A mero titolo esemplificativo, i gemelli digitali, nel campo medicale, sono utilizzati per sviluppare nuove tecnologie diagnostiche e monitorare la sperimentazione di nuove tecniche di cura per una medicina personalizzata[6]; nel campo finanziario, sono utilizzati per generare scenari di frode e comportamenti anomali; nel campo della sicurezza, servono per implementare l'efficacia di sistemi di guida autonoma; nel campo delle missioni spaziali, sono utili per prevedere l'effetto di un cambiamento dovuto a condizioni ambientali alterate e addestrare gli operatori[7].
La capacità predittiva del modello basato sul gemello digitale appare altrettanto utile in ambito giuridico. In particolare, il relativo funzionamento permette una efficace applicazione nei casi di polizia predittiva per lo studio di comportamenti criminali e il monitoraggio di ambienti geografici e sociali caratterizzati da elevata commissione di reati.
Inoltre, il modello potrebbe trovare applicazione nella cd. giustizia predittiva, per monitorare uno storico giurisprudenziale e studiare il modo in cui si inserisce l'eventuale nuova decisione in tale contesto, ovvero come potrebbe variare tale decisione con una prova nuova. Ancora, potrebbe trovare applicazione negli esperimenti giudiziali, ricostruendo la scena del crimine e adattandola di volta in volta alle caratteristiche di un particolare soggetto o al cambiamento di un elemento.
Un sicuro ambito di interesse è costituito dalla prevenzione del rischio negli enti di grandi dimensioni, laddove vi sia una moltitudine di dati meritevoli di analisi e monitoraggio.
La compliance aziendale rappresenta il campo di elezione per l'utilizzo di tale tecnologia avanzata con la creazione di un gemello digitale dell'azienda che, attraverso i dati delle analisi del rischio, simula gli scenari di pericoli in modo da guidare l'operatore nell'implementazione di barriere efficienti ed efficaci per la prevenzione. Tale assetto, che prende il nome di digital criminal compliance, rappresenta un valido strumento per la redazione del Modello Organizzativo e di Gestione ex d.lgs. 231/2001 rispettoso dei canoni per la positiva valutazione in sede giudiziale, con la precisazione che tale tecnologia debba essere portata a conoscenza dell'organo decisorio[8].
4. Conclusione. Rischi e criticità. La necessità dell'adeguamento delle categorie tradizionali del diritto penale.
Tuttavia, non possono e non devono trascurarsi i rischi connessi al modello descritto e i dubbi riguardo la sua affidabilità, la sua precisione, il suo comportamento circa bias cognitivi e allucinazioni, la sua resistenza ad attacchi malevoli esterni, l'avvelenamento dei suoi data asset, nonché il caso in cui tale modello evolva autonomamente estromettendo il soggetto umano dal processo decisionale (cd. human out of the loop).
L'AI Act rappresenta un primo baluardo per arginare i rischi connessi alle attività di IA generativa, quale il modello dei digital twins, approntando particolari obblighi e limiti a seconda della classificazione del rischio e prevedendo, per i sistemi ad alto rischio, un pregnante controllo del soggetto umano sui processi informatici.
Nonostante lo strumento normativo dell'AI Act, i rischi evidenziati dell'assetto tecnologico, basato sulla lavorazione di dati sintetici ad opera del gemello virtuale, pongono molteplici interrogativi che conducono in modo univoco ad un adeguamento delle categorie sostanziali del diritto penale[9], prima fra tutte quella della responsabilità personale e colpevole del soggetto agente, poi la tutela dell'identità e del dato personale, la prevedibilità delle decisioni, l'accertamento del nesso di causalità e l'individuazione del soggetto, non solo responsabile, ma anche imputabile, in un ambiente digitale in cui l'azione dell'uomo è mediata da processi algoritmici.
[1] La definizione e lo spunto di questo elaborato sono tratti dalle lezioni del CdP in Criminalità informatica e prove digitali, del Prof. G. Ziccardi, 2025, Università degli Studi di Milano.
[2] La locuzione è della Prof.ssa Gaetana Morgante, Transizione digitale e diritto penale. Dall'evoluzione delle categorie sostanziali al "nuovo volto" del law enforcement, in Rivista italiana di Informatica e Diritto, 2/2025.
[3] L'espressione è del Prof. Stefano Rodotà.
[4] Prof. G. Ziccardi, in "Dati avvelenati. Truffe, virus informatici e falso online".
[5] Prof. Avv. E. C. Raffiotta, "Intelligenza artificiale e dati sintetici: quando la tecnologia può diventare strumento a supporto della tutela dei diritti".
[6] V. ad esempio, Progetto Digital Twin dell'IRCCS Istituto clinico Humanitas e Humanitas University, 2025.
[7] V. Digital Twin Cavazzoni, Leonardo SpA, 2021.
[8] L. Fimiani, La tecnologia nel sistema penale: dalla giustizia predittiva alle problematiche sull'utilizzo della IA per prevenire episodi criminosi, in Discrimen, 18.11.2024.
[9] Prof.ssa G. Morgante, cit.
