Bitcoin in eredità: quando il vero problema non è ereditare, ma accedere al patrimonio

12.10.2026

A cura di Avv. Valeria Scilipoti

Negli ultimi anni le criptovalute sono entrate stabilmente nel patrimonio di molti cittadini. Bitcoin, Ethereum e altri asset digitali rappresentano spesso investimenti di valore considerevole. 

Ma cosa accade a queste risorse quando il loro titolare viene a mancare?

La risposta - almeno in apparenza - è semplice: le criptovalute possono essere ereditate.

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha infatti chiarito che esse rientrano nella più ampia categoria dell' "eredità digitale", insieme ad account finanziari online, contenuti digitali e altre risorse informatiche dotate di valore economico.

Tuttavia, il vero problema non riguarda la trasmissione del diritto, bensì la possibilità concreta di esercitarlo.

A differenza di un conto corrente bancario, infatti, le criptovalute sono generalmente custodite all'interno di wallet digitali accessibili soltanto tramite specifiche credenziali. 

La disponibilità degli asset dipende dal possesso delle cosiddette chiavi private o delle seed phrase, ossia sequenze di parole che consentono di accedere e disporre delle risorse registrate sulla blockchain.

Proprio qui emerge la principale criticità. 

Gli eredi possono diventare titolari delle criptovalute per successione, ma potrebbero non essere in grado di utilizzarle se non conoscono le credenziali necessarie per accedere al wallet.

La situazione è resa ancora più complessa dalla natura decentralizzata della blockchain. In molti casi non esiste un intermediario cui rivolgersi per recuperare l'accesso agli asset. 

La perdita delle chiavi può comportare l'impossibilità definitiva di disporre delle criptovalute, anche quando il diritto successorio sugli stessi sia pacificamente riconosciuto.

Per questa ragione il Notariato ha recentemente richiamato l'attenzione sull'importanza della pianificazione dell'eredità digitale. 

Testamento, istruzioni riservate o altri strumenti di organizzazione preventiva possono consentire agli eredi di individuare e recuperare il patrimonio digitale esistente.

In conclusione, le criptovalute possono certamente essere trasmesse mortis causa. Tuttavia, nel mondo digitale la titolarità giuridica del bene non sempre coincide con la possibilità effettiva di entrarne in possesso. 

Ed è proprio questa distanza tra diritto e tecnologia a rappresentare una delle sfide più innovative del diritto successorio contemporaneo.

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