Esame di Avvocato 2026/2027: pubblicate le nuove modalità. Cosa cambia e come prepararsi al meglio

15.06.2026

A cura di Avv. Giulia Solenni

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 100 del 12 giugno 2026 che introduce le nuove modalità di svolgimento dell'Esame di Avvocato 2026/2027.

In questi giorni stanno circolando numerosi articoli che riportano il contenuto del decreto. 

In realtà, la domanda che interessa davvero chi dovrà affrontare l'esame è un'altra: come cambia concretamente la preparazione?

Prima di rispondere a questa domanda, vediamo quali sono le principali novità introdotte dal legislatore.

La modifica più importante riguarda la prova scritta.

A differenza delle ultime sessioni d'esame, i candidati dovranno redigere due elaborati distinti: un parere motivato e un atto giudiziario.

Per entrambe le prove sarà possibile scegliere una materia tra diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo, anche se alcuni aspetti operativi saranno chiariti dal bando che disciplinerà la prossima sessione.

Le prove si svolgeranno in presenza e sono ammessi i codici annotati con la giurisprudenza. 

Rimane fermo il divieto di introdurre appunti, testi diversi da quelli consentiti, dispositivi elettronici o strumenti di telecomunicazione.

Anche la prova orale sarà articolata in più momenti: un caso pratico, un'interrogazione sulle materie giuridiche e una parte dedicata all'ordinamento e alla deontologia forense.

La vera domanda: come bisogna prepararsi? 

La risposta più semplice è anche quella più importante: bisogna studiare bene il diritto sostanziale.

Può sembrare banale, ma negli ultimi anni molti candidati hanno finito per concentrarsi soprattutto sugli schemi, sulle tecniche redazionali o sulla ricerca della "formula giusta" per scrivere l'atto giudiziario.

La realtà è che nessun atto o parere può essere scritto bene se prima non si comprende il problema giuridico posto a fondamento della traccia.

Per questo motivo la preparazione della materia scelta dovrà essere particolarmente approfondita.

Che si opti per il diritto civile, il diritto penale o il diritto amministrativo, sarà fondamentale conoscere bene gli istituti, comprendere come si collegano tra loro e avere familiarità con gli orientamenti giurisprudenziali più rilevanti.

Avere a disposizione un codice annotato con la giurisprudenza non significa poter improvvisare. 

La materia va studiata e capita e la giurisprudenza va inserita all'interno di un ragionamento coerente. Se manca la conoscenza della materia, il codice da solo non può colmare le lacune.

Parere e atto giudiziario: due prove molto diverse 

Uno degli errori da evitare è quello di preparare il parere e l'atto giudiziario nello stesso modo:  si tratta di due elaborati profondamente diversi.

Nel parere il candidato deve analizzare il caso, individuare le questioni giuridiche rilevanti e spiegare quale sia la soluzione giuridicamente più corretta e utile alle esigenze del suo cliente.

Il destinatario del parere, infatti, è proprio il cliente. 

Per questo motivo ciò che conta maggiormente è la qualità del ragionamento giuridico, la capacità di argomentare e la chiarezza espositiva.

L'atto giudiziario, invece, richiede un approccio diverso.

Qui il candidato deve assumere il ruolo dell'avvocato che agisce in giudizio per tutelare gli interessi del proprio assistito. Il destinatario dell'elaborato non è più il cliente, ma il giudice.

Non basta quindi individuare la soluzione giuridica corretta: occorre anche conoscere gli strumenti processuali, la struttura dell'atto e le modalità attraverso le quali quella tutela può essere concretamente richiesta.

È proprio questa la ragione per cui la preparazione dell'atto richiede un allenamento specifico e diverso da quello necessario per il parere.

L'importanza della scrittura 

Una volta costruita una solida preparazione teorica, entra in gioco un secondo elemento fondamentale: la capacità di scrivere.

Per imparare a scrivere bene occorre leggere molti pareri, giurisprudenza, atti giudiziari, confrontarsi con casi e soprattutto...scrivere!

Molti candidati conoscono il diritto, ma incontrano difficoltà nel tradurre il proprio ragionamento in un elaborato chiaro, ordinato e convincente.

Per questo motivo è importante dedicare fin da subito una parte della preparazione alle esercitazioni pratiche.

Un consiglio importante: non separate mai lo studio teorico dalla pratica.

Studiate gli istituti, approfondite la giurisprudenza, cercate di capire il ragionamento che sta dietro alle decisioni dei giudici, ma allo stesso tempo iniziate ad allenarvi sui casi concreti.

L'esame non richiederà soltanto di conoscere il diritto, ma di dimostrare di saperlo utilizzare per risolvere problemi reali.

Ed è proprio questa, in fondo, la competenza che ogni buon avvocato dovrebbe possedere.

Quando iniziare a studiare? 

È probabilmente una delle domande che in queste ore si stanno facendo molti praticanti.

Se, come prevedibile, le prove scritte si svolgeranno nel mese di dicembre, il consiglio è di non aspettare settembre per iniziare a prepararsi.

Questo non significa mettersi subito a scrivere pareri e atti per otto ore al giorno. Significa però sfruttare i mesi estivi per costruire o consolidare le basi della materia che si intende scegliere.

La preparazione delle prove scritte parte, infatti, molto prima della redazione dell'elaborato. 

Parte dalla conoscenza degli istituti, dalla capacità di collegare tra loro gli argomenti e dalla comprensione dei principali orientamenti giurisprudenziali.

Per questo motivo l'estate può essere il momento ideale per riprendere in mano il diritto sostanziale e fare ordine nelle proprie conoscenze.

Un buon metodo può essere quello di lavorare su schemi e mappe concettuali, individuando gli istituti fondamentali della materia prescelta e i collegamenti tra i vari argomenti. 

Costruire una visione d'insieme del sistema giuridico aiuta infatti ad affrontare con maggiore sicurezza i casi pratici che verranno proposti nelle prove.

Solo dopo aver consolidato queste basi sarà possibile dedicarsi con profitto alla redazione di pareri e atti giudiziari.

Chi arriverà a settembre con una buona preparazione sostanziale potrà infatti concentrarsi soprattutto sull'allenamento pratico e sulla tecnica di scrittura. 

Chi invece inizierà a studiare soltanto negli ultimi mesi rischierà di dover affrontare contemporaneamente lo studio della materia e l'apprendimento delle tecniche redazionali, con inevitabili difficoltà.

In altre parole, il consiglio è semplice: utilizzare questi mesi per rafforzare il sostanziale e arrivare all'autunno con basi solide sulle quali costruire il lavoro pratico che l'esame richiederà.



Per chi sente il bisogno di riprendere in mano le principali materie e ricostruire una visione organica degli istituti, strumenti come schemi e mappe concettuali possono rappresentare un valido punto di partenza per organizzare lo studio e individuare i collegamenti tra i vari argomenti. 

Trovi le nostre mappe e le nostre video lezioni di sostanziale qui: 

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