Pignoramento presso terzi: perché la Banca non sblocca il conto corrente anche se ho pagato il debito?

16.07.2026

A cura di Avv. Sofia Casarotto

Nel caso in cui si subisca un pignoramento presso terzi, ad esempio con il blocco del conto corrente, il semplice pagamento del debito non è sufficiente per riottenere immediatamente la piena disponibilità del denaro.

Può accadere, infatti, che, nonostante il creditore sia stato integralmente soddisfatto, non sia ancora possibile effettuare prelievi o disporre bonifici.

Questo non dipende necessariamente da un ritardo della banca, ma dalla natura stessa della procedura esecutiva. Con il pignoramento presso terzi, infatti, non si instaura solo un rapporto tra creditore e debitore, ma si avvia un vero e proprio procedimento dinnanzi ad un Tribunale che controlla il corretto svolgimento di tutti i passaggi secondo quanto previsto dalla Legge.

Per ottenere lo svincolo del conto corrente serve, infatti, un ulteriore passaggio formale.

La banca non può procedere a liberare le somme pignorate senza aver ricevuto una comunicazione ufficiale da parte del creditore procedente. Tale comunicazione può assumere due forme: può essere un provvedimento con cui il Tribunale attesta che la procedura è stata chiusa oppure un atto con cui il Creditore dichiara di rinunciare al pignoramento.

La Banca, dunque, non ha un ruolo attivo in tale procedura di esecuzione forzata, ma agisce come soggetto terzo ed è tenuto ad attenersi a quanto disposto dal Tribunale e alle determinazioni del creditore. Quest'ultimo, una volta soddisfatto il proprio credito, deve comportarsi secondo buona fede e correttezza, attivandosi per consentire la chiusura della procedura.

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