Prova presuntiva, quali sono i suoi caratteri?

14.04.2026

A cura di Avv. Sara Spanò

La prova presuntiva è un mezzo di prova critica in relazione al quale è rimessa al prudente apprezzamento del giudice la formulazione dell'inferenza dal fatto noto a quello ignoto; più specificamente, affinché si possa conseguire la prova del fatto ignoto, l'articolo 2729 cod. civ. richiede che gli elementi presuntivi siano gravi, precisi e concordanti, venendo meno, in caso contrario, la garanzia di ragionevole certezza circa la verità del fatto stesso.

In assenza di tali requisiti deve escludersi la correttezza del ragionamento logico che dal fatto noto si risale a quello ignoto.

In particolare: la gravità è indice di un elevato grado di attendibilità della presunzione in relazione al convincimento che essa è in grado di produrre in capo al giudice, che non deve tradursi in certezza ma nella probabilità che l'esistenza del fatto ignoto sia maggiore di quella della sua inesistenza; la precisione evoca la non equivocità, implica, cioè, l'erroneità del ragionamento presuntivo ove da esso derivino conclusioni contraddittorie e non univocamente riferibili al fatto da provare; la concordanza esprime la convergenza di più indizi.

In tal senso si è espressa anche la la corte suprema di Cassazione sezione terza civile, con ordinanza n. 10925 dep. il 25 aprile 2025.

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