
Che cosa si intende per stepchild adoption?
A cura di Avv. Viola Seccarello
Con il termine stepchild adoption si intende la possibilità per il partner di adottare il figlio dell'altro coniuge o dell'altra parte dell'unione civile presentando apposita istanza al Tribunale per i Minorenni competente.
In Italia il referente normativo principale in materia di adozioni è la Legge n. 184 del 1983 che prevede, all'art. 44, dei casi di adozione c.d. particolari previsti in ipotesi in cui non sussistono le condizioni disciplinate dalla legge per i casi ordinari (tra cui la necessità che la coppia, composta da uomo e donna, sia coniugata da almeno tre anni ovvero abbia convissuto in modo stabile e continuativo per almeno tre anni prima del matrimonio).
In particolare, l'art. 44 lett. d) della norma permette l'adozione "quando vi sia la constatata impossibilità di affidamento preadottivo". La disposizione viene interpretata da anni in senso ampio dalla giurisprudenza, comprendendo non solo i casi in cui vi è una condizione di abbandono, ma anche quando l'adozione appare consigliabile per una maggior tutela dei diritti del minore.
La giurisprudenza, a partire da una pronuncia del Tribunale per i Minorenni di Roma del 30 luglio 2014, ha iniziato ad ampliare l'applicazione della norma estendendola anche all'ipotesi di adozione del minore concepito e cresciuto da una coppia dello stesso sesso anche da parte della madre non biologica, riconoscendo l'esistenza dell'interesse concreto del minore al suo riconoscimento. L'orientamento è stato poi confermato anche dalla Corte di Cassazione con Sentenza n. 12962 del 26 maggio 2016 e continua tutt'ora ad essere applicato dai Tribunali.
Sul tema si è inoltre espressa anche la Corte costituzionale che, con Sentenza n. 79 del 28 marzo 2022, ha ritenuto incostituzionale la norma che prevedeva, nel caso di adozione in casi particolari, l'esclusione dei legami familiari tra adottato e parenti dell'adottante.
