
Videosorveglianza del vicino che inquadra la mia proprietà: è possibile?
A cura di Avv. Mihaela Cristina Tirisca
Il vicino non può installare telecamere che siano rivolte in modo da riprendere la proprietà privata altrui (ad es. il giardino, la porta di ingresso, le finestre, ecc.). Le telecamere devono essere orientate esclusivamente verso le aree di sua proprietà poiché una diversa installazione viola:
1 il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) ed il D.lgs. 196/2003, che consentono la videosorveglianza residenziale solo per tutelare le aree di pertinenza dell'installatore e vietano la ripresa di spazi appartenenti a terzi o di parti comuni in assenza di specifici presupposti ed adeguata informativa;
2 le Linee Guida 3/2019 dell'EDPB e quelle del Garante Privacy del 8 aprile 2010, che impongono il rispetto del principio di minimizzazione, il divieto di riprendere aree non strettamente necessarie, l'obbligo di evitare qualsiasi inquadratura eccedente la proprietà esclusiva e ribadiscono l'illiceità della ripresa di aree comuni o di proprietà altrui da parte di privati, nonché l'obbligo di adottare angoli visuali strettamente proporzionati e non invasivi;
3 l'art. 615‑bis c.p., che punisce le interferenze illecite nella vita privata anche quando vi è la sola possibilità di captare immagini riferibili alla sfera privata altrui, indipendentemente dall'effettiva registrazione.
Pertanto, chi subisce una ripresa indebita può rivolgersi al vicino chiedendogli di modificare l'orientamento della telecamera. In caso di esito negativo, può inviare una diffida formale e conseguentemente presentare un reclamo al Garante Privacy e, qualora ne ricorrano i presupposti, sporgere denuncia per violazione dell'art. 615-bis c.p. e, nei casi più gravi, agire in giudizio per ottenere la cessazione della condotta ed il risarcimento del danno non patrimoniale.
