
Che cos’è il contratto di mantenimento?
A cura di Avv. Martina Carosi
Il contratto di mantenimento è definito dalla dottrina come un accordo in forza del quale una parte acquisisce il diritto di ricevere assistenza e sostentamento per la sua intera vita in cambio della cessione di un bene mobile, immobile o di un capitale.
Esso differisce dalla rendita vitalizia per il suo contenuto, infatti, sebbene preveda degli obblighi di dare, comporta anche obblighi di fare come assistenza personale e compagnia.
Generalmente è un tipo di contratto che viene stipulato all'interno delle famiglie, ma può anche essere concluso con persone estranee, in quanto la scelta del soggetto con cui stipulare lo stesso, è dipendente dalla fiducia in esso riposta che la rende, pertanto, insostituibile per il beneficiario.
La sua principale caratteristica è la sua aleatorietà poiché esso è destinato a durare per tutta la vita del beneficiario ed è legato alle sue necessità che, naturalmente, nel corso della vita possono variare.
I beni che vengono ceduti con il contratto di mantenimento non rientrano, poi, nell'asse ereditario e si è posto il dubbio sul far rientrare tale bene nella comunione se l'obbligato è coniugato con il regime della comunione dei beni e non della separazione.
Vi sono state due interpretazioni:
In conclusione, per i beni che si ottengono a fronte del mantenimento, si apre l'alternativa tra comunione de residuo e immediata. Per poter escludere il bene dalla stessa, è quindi necessario prevedere nel contratto l'intervento del coniuge che non è obbligato nella prestazione.
